In un'epoca dominata dalla comunicazione digitale, c'è un angolo della Sicilia orientale dove la radio continua a parlare con voce chiara e senza tempo. È Acireale, città barocca affacciata sul mare Ionio, dove la sezione ARI IQ9BF incarna ancora oggi lo spirito pionieristico dei radioamatori, unendo memoria storica, servizio e passione tecnica.
Fondata formalmente nel gennaio 1973 da dieci operatori guidati da Orazio Pennisi (IT9PAK), la sezione ha una genealogia ancora più antica, che affonda le radici nel dopoguerra. Furono le serate estive tra saldatori e valvole termioniche, vissute tra Salvatore “Tollo” Pennisi e l’ingegnere Emilio Romeo, a far nascere l’interesse per la radio. Le prime licenze – ZZM e ZZW – segnarono l’inizio di un'avventura umana e tecnologica che oggi, a distanza di settant'anni, continua a irradiarsi dal cuore di Acireale.
Un centro di cultura tecnica e spirito civico
La sede attuale, in via Felice Paradiso 55/A, è aperta ogni sabato dalle 17:00 alle 20:00. Sotto la guida di Alfio Bonanno (IT9EJW), la sezione non è solo un punto di ritrovo per esperti di telegrafia e fonia. È anche una piccola scuola di pensiero tecnico, dove l’autocostruzione, il rispetto del codice Morse e l'analisi delle propagazioni radio rimangono strumenti per capire meglio il mondo – e, forse, se stessi.
Il percorso dell’ARI Acireale è stato segnato anche da una certa mobilità fisica: dalla prima sede alla Città del Fanciullo, passando per Vico Gangi, il Collegio Pennisi e Balatelle, fino all’attuale dimora. Ogni trasloco ha portato con sé nuove esperienze, nuovi soci e nuovi progetti. Ma lo spirito è rimasto immutato: trasmettere conoscenza, favorire la cooperazione, essere pronti a servire.
Pronti a rispondere, quando la tecnologia ufficiale fallisce
Come in molte altre sezioni dell’ARI, anche ad Acireale l’impegno nella Protezione Civile è parte integrante della missione. Preparati, discreti e spesso invisibili, i radioamatori sono una risorsa affidabile in contesti di emergenza: quando la tecnologia convenzionale collassa, sono loro a ripristinare i collegamenti. In Sicilia, terra sismica e vulcanica, questa vocazione al servizio assume un significato ancora più profondo.
Tra radici locali e vocazione globale
La sezione IQ9BF è anche un microcosmo in cui la Sicilia incontra il mondo. I soci trasmettono in HF, VHF e UHF, partecipano a contest internazionali e operano attivazioni che pongono Acireale sulle mappe radioamatoriali globali. Ma accanto a questo respiro internazionale, resta forte il legame con la terra, con l’identità, con l’Etna che osserva e ascolta.
L’ARI Acireale è una di quelle realtà locali che, nella loro apparente marginalità, rappresentano un valore profondo e raro: quello della dedizione gratuita, del sapere artigianale, e di una comunità costruita sull’etica della comunicazione.
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